SEO
Google aggiorna lo spam: cosa fare se il traffico organico oscilla
Google ha avviato il 24 settembre 2026 un nuovo aggiornamento antispam, con un rollout che può richiedere fino a due settimane. Per chi gestisce un sito, la notizia può tradursi in una domanda immediata: devo cambiare qualcosa adesso? La risposta più utile è: prima misura, poi intervieni.
Un aggiornamento antispam può coincidere con variazioni nella visibilità organica, ma non è una diagnosi automatica del tuo sito. Google non ha indicato pubblicamente, nell’annuncio del rollout, una singola tattica come bersaglio esclusivo. Attribuire ogni calo a una penalizzazione, o riscrivere decine di pagine sulla base di pochi giorni di dati, rischia di creare più danni che benefici.
Che cosa sappiamo dell’aggiornamento
Le informazioni diffuse finora sono circoscritte: il rollout è partito il 24 settembre, ha portata globale e può durare fino a due settimane. Durante questa finestra, i risultati possono muoversi. La data di avvio non significa che ogni sito verrà coinvolto, né che ogni oscillazione sia causata dall’update.
È una distinzione importante. Nel lavoro SEO, la correlazione temporale è un indizio da verificare, non una prova. Stagionalità, cambiamenti nella domanda, problemi tecnici, modifiche recenti al sito e normali variazioni delle SERP possono incidere nello stesso periodo. Prima di formulare un’ipotesi, serve isolare il segnale.
Il controllo iniziale: impressioni, clic e pagine
Apri Google Search Console e confronta gli ultimi giorni con un periodo precedente equivalente, tenendo conto della stagionalità quando possibile. Non fermarti al totale dei clic. Controlla almeno quattro livelli:
- Impressioni e clic: sono scesi entrambi o soltanto i clic? Impressioni stabili e clic in calo possono indicare un cambiamento di posizione o di CTR, non necessariamente una perdita di indicizzazione.
- Query: quali ricerche mostrano la variazione? Cerca gruppi coerenti, non una singola parola chiave isolata.
- Pagine: il cambiamento riguarda tutto il sito, una categoria o poche URL specifiche?
- Dispositivi e Paesi: una flessione concentrata in un segmento può avere una causa diversa da un calo uniforme.
Affianca i dati organici alle sessioni e alle conversioni in analytics. Il traffico conta, ma il suo valore dipende da ciò che produce: richieste, prenotazioni, vendite o contatti qualificati. Un calo limitato a visite poco pertinenti non ha lo stesso impatto di una perdita sulle pagine che generano ricavi.
Perché reagire troppo presto è un errore
Mentre il rollout è ancora in corso, i dati possono essere incompleti o instabili. Cambiare in blocco titoli, testi, collegamenti interni e struttura rende difficile capire quale intervento abbia avuto effetto. Se le performance migliorano o peggiorano, non saprai più se è stato l’aggiornamento, una modifica del sito o una normale oscillazione.
Per questo, evita decisioni basate su uno screenshot giornaliero o su un singolo report automatico. Annota la data, le metriche e le pagine coinvolte; poi osserva l’andamento su più giorni. Se hai pubblicato modifiche importanti nelle ultime settimane, registrale: sono una variabile da includere nell’analisi.
Le verifiche da fare senza stravolgere il sito
Usa la finestra del rollout per controlli che hanno valore indipendentemente dall’update:
- Verifica l’indicizzazione. Controlla in Search Console le pagine importanti, eventuali errori di scansione e le URL escluse. Assicurati che le pagine strategiche siano raggiungibili e non bloccate per errore da robots.txt o da direttive noindex.
- Controlla la qualità delle pagine. Ogni pagina dovrebbe rispondere a un’esigenza reale, con informazioni specifiche, aggiornate e utili. Se due pagine si sovrappongono, valuta se chiarirne la funzione invece di aggiungere altro testo generico.
- Rivedi i contenuti prodotti in serie. Pagine create in massa con variazioni minime, testi senza esperienza concreta o contenuti pensati solo per intercettare query meritano una valutazione editoriale. Non è una prova che siano la causa di una flessione; è un’occasione per alzare la qualità complessiva.
- Esamina link e pratiche manipolative. Se in passato sono state usate tecniche di link building aggressive o automazioni non controllate, documenta cosa è stato fatto e chiedi una valutazione competente. Non acquistare nuovi link per “recuperare” posizioni.
- Controlla la salute tecnica. Errori di server, redirect imprevisti, pagine lente o canonical incoerenti possono compromettere la visibilità a prescindere da un aggiornamento antispam.
Se il calo persiste dopo il rollout
Aspetta che l’aggiornamento sia terminato e confronta periodi comparabili. Se la perdita è consistente, riguarda pagine o query strategiche e non si spiega con problemi tecnici o domanda stagionale, costruisci una diagnosi per cluster: quali contenuti sono coinvolti, quali intenti servono e quali miglioramenti concreti mancano?
La correzione dovrebbe essere specifica. Aggiorna una pagina quando hai nuove informazioni da offrire; consolida contenuti davvero duplicati; rimuovi o migliora pagine che non aiutano il lettore. Evita di aggiungere parole solo per allungare il testo o di riscrivere tutto con l’obiettivo vago di “piacere all’algoritmo”.
La regola pratica per i prossimi giorni
Durante un aggiornamento Google, la SEO efficace non è una corsa a indovinare il prossimo fattore di ranking. È disciplina: raccogliere dati, annotare le modifiche, verificare le cause tecniche e intervenire soltanto quando il problema è chiaro.
Il rollout di settembre è un promemoria utile per ogni impresa: un sito sano non si costruisce inseguendo ogni scossa della SERP. Si costruisce con contenuti affidabili, pagine tecnicamente accessibili e un sistema di misurazione che collega la visibilità ai risultati di business.
Fonti: Google Search Status Dashboard per lo stato degli aggiornamenti; Google Search Central: spam policies per le linee guida antispam. Le informazioni sul rollout sono riportate anche da ALM Corp.