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Instagram ti lascia controllare l'algoritmo: ecco cosa funziona (e cosa cambia per i brand)

Negli ultimi giorni di giugno, Adam Mosseri ha fatto un annuncio che potrebbe ridefinire le regole del gioco su Instagram. La piattaforma sta testando una serie di controlli che permetteranno agli utenti di personalizzare attivamente il proprio algoritmo — non più solo "segnala come non interessante", ma veri e propri strumenti per decidere cosa vedere, da chi, e con quale frequenza.
La funzione si chiama "Your Algorithm" ed è in fase di test su un gruppo ristretto di account. L'obiettivo dichiarato è dare agli utenti più trasparenza e controllo. Quello non dichiarato — ma evidente — è rispondere alle pressioni regolatorie e alla crescente insoddisfazione verso feed percepiti come manipolativi.
Ma qui arriva la domanda che interessa a noi: se gli utenti possono escludere attivamente contenuti che non vogliono vedere, cosa succede ai brand?
Come funziona "Your Algorithm"
I test in corso riguardano quattro aree principali:
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Topic tuning — L'utente può aggiungere o rimuovere argomenti dal proprio feed. Non più "mi piace il fitness", ma "voglio vedere più contenuti su corsa e meno su bodybuilding". La granularità è la novità.
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Creator affinity — La possibilità di dire "mostrami di più da questo creator" o, al contrario, "riduci i contenuti di questo account" senza dover per forza smettere di seguirlo. Una via di mezzo tra follow e unfollow che prima non esisteva.
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Format preference — Preferenza esplicita per Reels, caroselli o foto statiche. L'utente può dire all'algoritmo in che formato preferisce consumare contenuti.
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Feed density — Controllo sulla frequenza: feed più denso di contenuti suggeriti oppure prevalentemente basato sugli account seguiti.
Tradotto: l'algoritmo sta diventando un assistente personale che l'utente può istruire, invece che una scatola nera che decide per lui.
Cosa cambia per i brand (ed è già cambiato)
Questa evoluzione non è un fulmine a ciel sereno. Instagram sta progressivamente spostando il potere dalla piattaforma agli utenti da almeno due anni. Ma "Your Algorithm" è un'accelerazione che porterà conseguenze concrete.
1. La reach organica diventa meritocratica
Se un utente può escludere attivamente i contenuti che percepisce come "rumore", i post mediocri smetteranno semplicemente di esistere nel suo feed. Non si tratta più di "l'algoritmo non mi mostra" — sarà "l'utente ha scelto di non vedermi".
Questo significa una cosa molto semplice: la qualità non è più negoziabile. Contenuti generici, puramente promozionali o a basso valore aggiunto verranno filtrati a monte dagli utenti, non dall'algoritmo.
2. La nicchia vince sul volume
Con i topic tuning, un brand che parla in modo coerente e profondo a una nicchia specifica avrà più possibilità di essere incluso volontariamente nel feed degli utenti interessati a quell'argomento. Chi cerca di accontentare tutti, parlando di tutto, rischia di non essere scelto da nessuno.
La lezione: definisci il tuo territorio e difendilo con contenuti verticali, autorevoli e riconoscibili.
3. Il formato giusto per il pubblico giusto
La format preference cambia le carte in tavola per chi pianifica contenuti "a prescindere". Se il tuo pubblico preferisce i caroselli, produrre Reels a raffica potrebbe essere uno spreco di risorse. E viceversa.
Nei prossimi mesi sarà cruciale analizzare le metriche non solo per reach e engagement, ma per formato. Quale formato performa meglio con il tuo target specifico? I dati ce l'hai già — usali.
4. Meno contenuti suggeriti = più valore per chi segue
Se gli utenti riducono la densità dei contenuti suggeriti, il feed tornerà a essere dominato dagli account che seguono attivamente. Questo premia i brand che hanno costruito una community reale, non una massa di follower passivi accumulati con giveaway e trucchi temporanei.
Cosa fare oggi per arrivare preparati
Non serve aspettare il rollout globale. Ecco tre azioni concrete che puoi implementare da subito.
1. Audita i tuoi contenuti con gli occhi dell'utente.
Prendi gli ultimi 20 post. Sii brutale: se tu fossi un utente con i nuovi controlli, terresti questi contenuti nel tuo feed o li escluderesti? Se la risposta è "escluderei" per più di 3-4 post, hai un problema di qualità.
2. Scegli 3 topic chiave e diventa il riferimento.
Non provare a coprire tutto. Scegli tre argomenti in cui puoi essere davvero distintivo e produci contenuti che nessun altro nel tuo settore potrebbe fare. Quando gli utenti cercheranno attivamente quei topic, il tuo brand deve essere la prima scelta.
3. Investi nella relazione, non solo nell'impression.
Commenti, DM, condivisioni, salvataggi. Queste metriche contano più che mai perché sono i segnali che l'utente vuole davvero vederti. Un contenuto salvato vale più di 10 like passivi. Costruisci call-to-action che invitano all'interazione genuina, non al like facile.
Il paradosso dell'algoritmo personalizzato
C'è un'ultima riflessione che vale la pena fare. Per anni i marketer hanno chiesto più trasparenza sull'algoritmo. Ora che Instagram la offre — mettendo il controllo nelle mani degli utenti — molti brand si troveranno a competere in un ambiente dove l'unica strategia vincente è essere così utili, interessanti o divertenti da meritare un posto nel feed per scelta volontaria dell'utente.
Non è più SEO per algoritmi. È SEO per persone.
Ed è la migliore notizia possibile per chi fa marketing per davvero.